Tour of the Alps 2026, Giulio Pellizzari entusiasta: “Finalmente mi porto a casa la mia prima corsa a tappe. Oggi volevo chiudere in bellezza”
Missione compiuta per Giulio Pellizzari al Tour of the Alps 2026. Arrivato come il favorito per quello che fu il Giro del Trentino, storica corsa di approccio al Giro d’Italia per il quale si sta preparando, lo scalatore marchigiano non ha deluso le aspettative e torna a casa con due successi di tappa e la classifica generale, mettendo così per la prima volta il suo nome nel palmarès finale di una corsa a tappe. In questo caso è anche il primo italiano a riuscirci dal 2013, quando la corsa aveva ancora il vecchio nome e fu vinta da Vincenzo Nibali, mentre è il primo assoluto a trionfare nella corsa euroregionale, che sinora non aveva mai sentito risuonare l’inno di Mameli nelal sua giornata conclusiva.
“Per me è straordinario, è qualcosa di surreale – ammette dopo il traguardo – Sapevo che l’ultima salita dovevo andare a tutta, non per me ma per la squadra, che ha fatto un lavoro straordinario in questi tre giorni. Non potevo non vincere oggi, i ragazzi lo meritavano ancora più di me e per questo ho dato ancor più di quel che avevo. È stata dura, anche perché oggi faceva anche molto caldo. Ma voglio dire che oggi non è Giulio Pellizzari che ha vinto il Tour of the Alps, ma è la Red Bull – Bora – hansgrohe che ha vinto oggi il Tour of the Alps”.
Un successo arrivato imponendosi nelle due tappe più importanti, malgrado personalmente non fosse arrivato proprio nelle condizioni psico-fisiche migliori. “I primi giorni non ero così fiducioso, poi la fiducia è cresciuta anche grazie al lavoro del team – aggiunge – Per me è qualcosa di surreale. Oggi volevo chiudere in bellezza perché finora ci ero andato vicino spesso e finalmente mi porto a casa la mia prima corsa a tappe”.
Un successo che vale ancor di più ripensando a quanto ci aveva detto stamani in partenza: “Un giorno prima del Tour of The Alps non ero sicuro di voler partire – commentava il classe 2003 – Le sensazioni non erano al massimo, anche la prima e seconda tappa non stavo granché, quindi già essere qua all’ultima tappa in maglia di leader per me è già una vittoria”.
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